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Rivista online aperta a collaborazioni e riflessioni.  Dedicata ai professionisti ma anche agli appassionati di ogni genere di musica elettronica.

Il futuro lo facciamo tutti noi

Non è populismo. Oggi in un momento di stallo dell'economia, in un momento in cui non riusciamo a pensare positivo sulle ipotesi di un futuro, più che mai è necessario riconsiderare la forma di associazione quale momento di scambio e di costruzione. Vediamo in Italia chi dovrebbe aiutare a crescere non fa nulla. All'estero ogni anno vengono organizzati eventi e manifestazioni che aiutano la promozione degli artisti e in Italia chi se ne dovrebbe occupare non lo fa. Il monopolio SIAE è messo in dubbio dalle leggi della comunità europea. E mentre ne parliamo, paesi grandi come la Lombardia, vedi l'Olanda, corrono e costruiscono futuri sempre più avveniristici, vedi l'esempio di Burma. Teatri e location attrezzate con la migliore tecnologia, atte ad ospitare regolarmente eventi di cultura elettronica. PEEM nasce per questo: per costruire insieme un nuovo futuro. Il 2014 è l'anno che ci vede in prima linea nella ricerca e nell'organizzazione di coloro che vogliono partecipare a costruire un mondo tutto nuovo di musica e creatività in ITALIA. Da gennaio partiamo con le iscrizioni e con l'organizzazione e la preparazione dei primi eventi. Cerchiamo volontari. 

Il Presidente: Marco V. Sanseverino

I nativi digitali hanno ucciso il vecchio modello dell’industria musicale

Non posso negare che, non essendo una nativa digitale, ho provato tenerezza e nostalgia nel rivedere il walkman che, prima dell’arrivo di iPod, iPhone e soluzioni cloud, ha fatto parte della nostra vita fino a poco tempo fa (e ci faceva sentire molto moderni a portare in giro la musica con noi, prima importante innovazione che ha preceduto il concetto di “mobile”).
Ad ogni modo, questi sette minuti di video mostrano nel concreto quale grande cambiamento sia avvenuto nelle nostre società in pochi anni, e in che senso la “generazione internet” sembra aver definitivamente perso l’abilità di manipolare oggetti “antichi” preferendo la tecnologia.

Quel che è più emblematico in questa osservazione è che sì, i nativi digitali hanno praticamente già scelto quale sarà il futuro della musica, e il dibattito sul cambiamento del business discografico è ristretto soltanto fino alla mia generazione, quella degli anni ’80 e ’90.

Galeotto l’esempio usato da Mario Calabresi al 66° Congresso mondiale dell’editoria tenutosi pochi giorni fa e dedicato “Alla ricerca di un futuro digitale credibile”, in cui spiegava come il settore discografico sia stato il primo a essere colpito dalla disruption digitale e come stia riuscendo a rinnovarsi, ho deciso di approfondire meglio il processo di cambiamento del business musicale che stiamo vivendo.

Se da un lato infatti i vecchi metodi di produzione e distribuzione del prodotto discografico siano entrati largamente in crisi, di certo per questo la musica non è morta. E non morirà.

 

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Tutto quello che è popolare è sbagliato

Farcela nel campo della musica elettronica, nonostante la democratizzazione

Stefan Goldmann spiega perché il web 2.0 può funzionare per alcuni ma non per la maggioranza, dove sono finiti tutti i soldi e come lavorare senza preoccuparsi del consenso del mercato può diventare la strategia vincente.

 

Musica elettronica. Abbiamo creduto per molto tempo che chiunque con un po’ di talento avesse la possibilità di fare una carriera di una decina d’anni per poi ritirarsi dal circuito. Certamente ci sono eccezioni, casi un cui questa regola non si applica. Francois Kevorkian ha avuto probabilmente la carriere più lunga in assoluta in questo campo (a meno che non includiamo i Kraftwerk nel nostro piccolo mondo); ed è difficile immaginare la techno o la house senza Richie Hawtin, Jeff Mills o Laurent Garnier. Questa è la buona notizia: non deve per forza avere una fine predeterminata. Dall’altro lato, artisti che giungono alla ribalta adesso devono affrontare il periodo più duro in assoluto per affermarsi. Il periodo di tempo tra il raggiungimento del successo e la caduta nel dimenticatoio sembra aver raggiunto il punto storicamente più basso di sei mesi. I motivi di questo ‘taglio’ alla longevità artistica sono le barriere alla partecipazione che si sono radicalmente abbassate e il mercato frenetico che oggi scopre un nuovo talento e abbandona immediatamente il nuovo talento di ieri.

Spieghiamo meglio il concetto di barriere: ai vecchi tempi del music business, cioè essenzialmente prima della fine degli anni settanta, le principali barriere che impedivano il raggiungimento del successo in campo musicale erano il tempo da passare in studio e l’accesso alla distribuzione. Chiunque volesse un pubblico adeguato aveva bisogno di una buona distribuzione. Ma prima, doveva registrare il materiale. (segue)

ADE - Amsterdam Dance Event

L’ADE di quest’anno ha sottolineato il grande successo internazionale che stanno riscuotendo i DJ olandesi e la scena dance di questo paese, che ha un valore economico stimato in mezzo miliardo di euro. I DJ olandesi sono ben posizionati in tutte le classifiche internazionali di DJ. Anche durante la cerimonia di premiazione di DJ Mag Top 100 DJs, questo dato è stato messo in evidenza dai risultati. Il grande vincitore del 2012 è Armin van Buuren, che è tornato in vetta alla classifica per la quinta volta dopo un anno di assenza. Inoltre metà della Top 10 è formata da DJ olandesi e ci sono in totale 22 DJ olandesi nella Top 100. Il più importante evento al mondo per la musica elettronica, l’ADE di Amsterdam, ha chiuso un’edizione da record, la diciassettesima. Per cinque giorni nella città sono affluiti oltre 200mila amanti della musica e 3800 professionisti provenienti da ogni parte del mondo. Questo record evidenzia la posizione dominante dell’ADE nel mondo della musica elettronica e il successo dell’intero settore dance olandese. Da diversi anni l’ADE è il più grande club festival a livello internazionale e il più importante centro di conferenze sulla musica dance ed elettronica del mondo. Nell’ultima edizione questo primato si è consolidato ulteriormente grazie alle performance di 1700 artisti nazionali e internazionali, relatori di spicco provenienti da ogni parte del mondo, 350 eventi speciali per i target più diversi e un numero record di 75 club e location legate alla manifestazione. Ecco i numeri ufficiali dell’edizione 2012 dell’ADE diffusi dall’organizzatore: 200.000 visitatori nella sezione Festival, 3800 visitatori nella sezione Conference, 1700 artisti, 75 club e location varie, 350 giornalisti ed esponenti dei media.

Dal 17 al 21 ottobre le strade di Amsterdam si sono colorate di giallo e di nero grazie all’ADE, il più grande e prestigioso festival dance della città. Quest’anno il numero di location utilizzate per i party durante la notte è aumentato, ma anche il programma di eventi organizzati durante il giorno si è notevolmente arricchito. L’ADE non è più soltanto un appuntamento irrinunciabile per i professionisti della dance music, ma è diventato un evento per tutti. Con l’aggiunta in questa edizione 2012 dell’ADE Playground, la manifestazione è entrata in una nuova fase entusiasmante. Anche l’ultimo giorno dell’ADE, la domenica, è stato integrato nel programma con l’aggiunta di una varietà di appuntamenti da non perdere. L’ADE copre l’intero spettro della musica elettronica, dall’hardstyle alla electro, dall’avantgarde alla deep-house, dalla Dutch house alla disco. Le location aggiunte quest’anno sono 23 e fanno parte di un totale di ben 75. L’ADE si espande in tutta la città e non soltanto nell’area centrale. Ma il centro resta in effetti il suggestivo scenario in cui si svolge la maggior parte degli eventi in programma. La novità principale di questa edizione – l’ADE Playground – vuole essere un centro di aggregazione e il cuore pulsante della manifestazione. Qui si possono avere gli ultimi aggiornamenti sul programma, comprare biglietti, organizzare incontri di lavoro, prendere parte a piccoli concerti, conferenze… L’ADE Playground ha coinvolto una rete di 18 location dedicate alle attività durante il giorno, compresi workshop, proiezioni di film, mostre, concerti segreti, in-store performances e molto altro. Un’altra novità è la ADE Card (in tiratura limitata) che, con una spesa di 10 euro, permette di accedere gratuitamente o a prezzo ridotto a diversi club, feste ed eventi del Playground. I professionisti della musica dance si sono riuniti in sei distinte location - ADE Pro, ADE Next, ADE University, Hard Dance Event, Beamlab, Music & Bits – per prendere parte a conferenze simultanee in grado di soddisfare le esigenze più diverse degli esponenti dell’industria musicale arrivati ad Amsterdam. segue...


PEEM è l'associazione che intende aiutare e riunire tutti i produttori, editori, esecutori (dj), di musica elettronica italiani. Trovare forme di collaborazione tra gli addetti ai lavori, rivolto al riconoscimento della professionalità del settore in Italia, organizzando incontri ed eventi, manifestazioni, festival internazionali, concerti; trovare la possibilità di una piattaforma tutta italiana per lo scambio dei gigs.. sono gli scopi di PEEM.

A presto sarà pubblicato il nostro statuto. Vuoi saperne di più? Compila il form dedicato e riceverai l'invito a partecipare al nostro primo evento online.

Un saluto dallo staff.


Marco V. Sanseverino